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lunedì 9 dicembre 2019

STEP #25: Il cioccolato in casa

La cucina è sicuramente il luogo in cui il cioccolato è un elemento essenziale, ma ci sono in realtà altri posti della casa dove il nostro prezioso prodotto si può annidare. Un esempio che mi viene in mente potrebbero essere le candele profumate al gusto di cioccolato, le quali possono essere accese anche in salotto per addolcire l'ambiente.

(foto:troppodolce.it)
Ma anche in bagno possiamo trovare la presenza del cioccolato, esistono infatti anche bagnoschiuma al cioccolato.

Un esempio è quello dell'azienda statunitense Colgate-Palmolive(foto: Palmolive.it)
Ritornando in cucina potremmo prendere in considerazione i liquori al cioccolato, che possono essere sfogiati all'arrivo di un ospite in casa.

Il liquore al cioccolato di Modica (foto: lacantinadelmago.com)
In particolare, il cioccolato mi rimanda alla mente il gesto di accogliere in casa gli ospiti. Infatti, lo vedo anche come un oggetto ornamentale, che può rimanere esposto nella sua confezione, in un cofanetto o su un mobile, pronto ad essere offerto per deliziare un qualsiasi invatato a casa propria. Come infatti ho accennato in post passati, il cioccolato è stato sempre un oggetto prezioso, un prodotto pregiato che solo le famiglie nobili potevano permettersi. Allora perchè non esporlo come un oggetto estetico come un qualsiasi altro oggetto ornamentale della casa? Tenendo conto che ha una caratteristica in più: che in qualsiasi momento si può riutilizzare la sua funzione originale, gustarlo in compagnia. 


Ecco come il cioccolato di Modica si presenta nella mia casa:
come un ornamento; però sempre pronto ad adempiere alla sua funzione principale.

martedì 22 ottobre 2019

STEP #8 : La cosa

Come visto in qualche post precedente, Modica è una città ricca di "cose", piena di oggetti e prodotti di ogni tipo. Uno sguardo particolare, però, deve andare alla tavoletta di cioccolato modicano. Infatti, anche se non è l'unico oggetto citato nel blog, è sicuramente diventato nel tempo il simbolo della città, o per lo meno è il simbolo che tutti associano a Modica. Ovunque si vada appena si parla di Modica subito questa viene associata alla tipica tavoletta, che in passato in realtà era presente solo tra le famiglie nobili. Ritornando al concetto di simbolo, si può quindi scegliere come "cosa di Modica" il cioccolato, proprio perchè anche se non è sempre stato un oggetto comunemente usato da tutti i modicani, oggi è quel qualcosa a cui Modica è subito legata, quel prodotto che chiunque nel mondo può immediatamente associare a questo luogo, come se dalla barretta di cioccolato si possa materializzare davanti agli occhi di tutti l'immagine della città stessa; assaporandone i sapori delle materie prime e della lavorazione artigianale che lega il cioccolato alla terra modicana.

(Google immagini)

giovedì 17 ottobre 2019

STEP #5 : Il Mito

Il mito di Ercole

Come già accennato nei precedenti post, Modica ha origini molto antiche e sono diverse le storie legate alla nascita del nome di questa. Dal Seicento fino ai primi dell'Ottocento, nei documenti e cronache dell'epoca, apparve sotto il nome di "Città di Ercole". Infatti, Modica è protagonista di un mito ispirato ad Ercole  (Eracle in greco). Si narra che fondò Modica insieme ad altre due città in Sicilia dal nome Motia, in onore della bella donna greca che gli avrebbe indicato i posti dove trovare i buoi che gli erano stati sotratti. Questo mito viene tramandato anche dallo storico messinese Buonfiglio, che già nel 1604 scriveva: Hercole...arrivato che fu in Italia, fece continovata guerra per dieci anni con molti Tiranni, e in Sicilia vinse e debello i Ciclopi, i Lestringoni, ed edificò Motuca. Il mito racconta che, una delle leggendarie fatiche di Ercole, la decima, sia stata la cattura dei buoi rossi del gigante Gerione, in Spagna. Sconfitto Gerione, Ercole venne in Italia portando con sè le mandrie di buoi come trofeo, ma giunto in Sicilia questi gli furono trafugati. Nei luoghi dove la donna (Motia) indicò ad Ercole il nascondiglio del bestiame, l'eroe fondò tre città con il nome della ragazza.

Eracle di Modica
A supporto di questa storia, oltre a notizie di diversi storici del passato e moderni, è stata rinvenuta nel 1967, in un quartiere modicano, una statuetta di bronzo raffigurante l'eroe greco in posa da caccia. L’eroe è rappresentato nudo con la mano sinistra posizionata come a reggere l’arco, mentre la destra probabilmente poggiava su una clava. Sul capo dell’eroe vi è un lungo copricapo a di foggia leonina, le cui zampe anteriori sono annodate sul petto. La statua, inizialmente datata fine del III sec. a.C., oggi è ritenuta risalente alla fine del V secolo a.C. . Oggi è conservata nel museo modicano Franco Libero Belgiorno.

Tale vicenda è un comune esempio di come un mito, un racconto o un idea si possano materiallizzare attraverso un oggetto. In particolare, il ritrovamento di questo antichissimo manufatto è testimonianza che il mito possa avere un fondo di verità. Ecco quindi che grazie a quest'oggetto la storia diventa concreta, prende forma davanti ai nostri occhi. La statuetta, infatti, oltre ad essere la trasfigurazione del mito, diventa anche un mezzo per tramandare una storia , una memoria tangibile che non può essere smentita.





Fonti: Wikipedia, Edel, Ragusa news.




mercoledì 16 ottobre 2019

STEP #4 : La citazione a Modica

Dal libro "Argo il cieco, ovvero i sogni della memoria" del post precedente, Bufalino fa una citazione su Modica, paragonando il frammentato paesaggio della cittadina ad un melograno spaccato. 


Gesualdo Bufalino, "Argo il cieco, ovvero i sogni della memoria" , Palermo: Sellerio, 1984

" ...Che sventolare, a quel tempo, di percalli da corredo e lenzuola di tela di lino..."
Anche in questo caso ritroviamo "le cose di Modica", delle semplici lenzuola stese ad asciugare diventano, insieme ai campanili e i vicoletti, paesaggio estivo del paesino siciliano. Insieme ai balconi barocchi, i corredi di lino si trasformano in vessilli bianchi che ornanono i davanzali dai quali si affacciano le "...angele ragazze...tutte brune..." descritte dall'autore. E' quindi possibile notare come lo scrittore abbia utilizzato un oggetto di uso quotidiano cambiandone lo scopo originale.


Un video  dove si può ammirare la citazione di Bufalino tra le immagini  dei magnifici paesaggi di Modica.



mercoledì 9 ottobre 2019

STEP #2: "Le cose" di Modica

Sono molti gli edifici storici che abbelliscono "la città delle cento chiese", ma è nelle ricette tipiche, tramandate di generezaione in generazione, che spesso ritroviamo la vera storia delle cose di questa piccola città.


IL CIOCCOLATO MODICANO

Questo particolare tipo di cioccolato ha origini molto lontane dal luogo in esame. Si pensa infatti che venne importato nella contea di Modica durante la dominazione spagnola (XVI secolo) dal nuovo mondo, in particolare dalla cultura Azteca. In passato veniva consumato dalle famiglie nobili durante le festività e occasioni importanti, oggi è conosciuto in tutto il mondo ed è uno dei simboli tipici di Modica.
La famosa dolceria Bonajuto

La massa di cacao, ottenuta da semi tostati e macinati (detti "caracca" ) viene riscaldata per renderla fluida.Viene poi mescolata con zucchero e spezie, che possono variare dalla cannella, vaniglia, peperoncio, agrumi e zenzero fino ad arrivare al cacao puro, minimo al 65% fino al 90%.


Ricette antiche, portate da altri mondi, che si sono insinuate nelle
radici di questa piccola realtà.
Nella lavorazione a mano del cioccolato la massa veniva deposta su uno spianatoio a mezzaluna, detto "la valata ra ciucculatta", costruito interamente in pietra lavica e già riscaldato, e poi veniva amalgamata con il "pistuni", speciale mattarello cilindrico di pietra, di diverso peso e spessore in rapporto alle fasi di lavorazione e cioè la prima, la seconda e la terza passata, fino alla raffinazione che prendeva il nome di "stricata".  Viene versato in apposite "lanni "(formelle di latta a forma rettangolare) che vengono battute sia perché abbia, una volta solidificato e freddo, la forma del suo contenitore sia per far venire in superficie eventuali bolle di aria e rendere il prodotto compatto.


"U PANI I CASA"- IL PANE DI CASA

Un altra specialità di Modica è il pane fatto in casa. Un pane di farina di grano duro che segue una determinata ricetta per durare un intera settimana. Infatti le famiglie, ogni fine settimana, si mettevano alla lavorazione del pane, che sarebbe stato consumato nell'intera settimana successiva. Attraverso strumenti appositi (vedi foto) due componenti della famiglia potevano impastare ("scaniari") la pasta che successivamente avrebbe preso la tipica forma ad S ed infornata.




Oggetti semplici, con nomi originali, che messi insieme
creano un meccanismo per impastare ("scaniari") il pane.
"U Scaniaturi","A Briula","U Sbriuni" sono le cose per fare il pane!!
Guarda come fare il pane di casa !



MUSEO DEGLI ARNESI DI UNA VOLTA 

A Modica c'è anche un intero museo delle cose, chiamato "museo degli arnesi di una volta". Un luogo dove sono stati collezionati oggetti di tutti i tipi, che nel secolo passato venivano usati quotidianamente. Un posto che ti permette di rivivere la Storia delle cose di Modica.


Sala della tessitura








Attrezzi da falegname













I "Cannisci", I "Scupazzi", "A naca a ventu" sono solo alcuni degli oggetti
antichi che possiamo trovare all'interno di questo piccolo museo.
Un tuffo nel passato per rivivere la vita dei nostri nonni, attraverso oggetti comuni ai loro occhi, ma straordinari per noi oggi. Stumenti semplici, fatti di materiali poveri, che con piccole lavorazioni portavano a creare oggetti funzionali alla portata di tutti. Lavorati interamente a mano, andavano a prendere posto nelle case dei nostri antenati. Come il ferro da stiro, oggetto che come oggi, ma anche a quei tempi non poteva mancare in ogni famiglia. Naturalmente si presenta ai nostri occhi (vedi foto) in una forma e materiali completamente diversi. Tutto ciò fa comprendere e ammirare l'evoluzione che gli oggetti, anche di uso comune, subiscono nel tempo. Un processo che trova le sue fondamenta sulle richieste e necessità di una sociètà in continuo sviluppo, dove gli oggetti devono adegurasi per non essere dimenticati. Attraverso l'oggetto quindi possiamo rivivere la storia, ma anche gli oggetti devono essere conformi alle mutazioni sociali, culturali ed economiche per non diventare solo un pezzo da museo.